Posizionamento Google: link in entrata e autorevolezza del contenuto

L’acquisizione di link in entrata è fondamentale per il buon posizionamento. È Google stesso a certificarlo quando impone delle linee guida che scoraggiano l’acquisizione di backlink di scarsa qualità, palesemente artificiali, volti a manipolare il ranking. Se così non fosse i backlink non conterebbero nulla. Ma siamo nel 2016 e non nel 2009, questo significa che bisogna prendere in considerazione solo inbound link (link in ingresso) che provengono da fonti rilevanti, affidabili e che Google riconosce con un minimo di autorevolezza.

autorevolezza dominio

Update Penguin e backlink di scarsa qualità

Il motivo per cui molti siti hanno perso posizioni dopo l’update Penguin (e sue successive edizioni) è dovuto al fatto che i link in entrata violavano le linee guida di Google: provenivano da siti poco affidabili o di scarso valore, erano costruiti artificialmente in modo da manipolare i risultati organici, erano viziati da una ripetizione ossessiva dell’anchor text sulla parola chiave (keyword), erano presenti su siti costruiti apposta per ospitare link come directory di dubbio valore e siti di article marketing e comunicati stampa senza alcun controllo editoriale.

Come conferire autorevolezza al proprio dominio

backlink googleMa come mai ci si posiziona su Google anche spingendosi oltre? Beh innanzitutto Google è un software in sostanza, un programma che si basa su uno spider, che arriva sul nostro sito, scarica le pagine e le indicizza in un suo database (datacenter); ciò comporta che quando effettuiamo una ricerca su Google in realtà non la stiamo facendo sul web, ma su quella porzione della rete che viene attualmente indicizzata dal motore di ricerca di Mountain View. Un altro motivo è che Google punisce l’abuso. Se 10 siti come corriere.it, repubblica.it, la CNN e il Times di Londra per esempio linkano un sito ripetendo l’anchor text perché mai dovrebbe essere penalizzato? Si capisce che Google ha una soglia interna attraverso la quale è in grado di stabilire quale sito è autorevole e quale no, e sulla base di questa misura penalizza o meno l’abuso nel link building.

Quindi se ne deduce che un link in entrata si può anche ottimizzare con delle tipiche tecniche SEO, cioè legandolo a una parola chiave importante (l’anchor text è un fattore rilevante, checché se ne dica) purché provenga da un sito sufficientemente autorevole.

E come fa Google a pesare l’autorevolezza di un sito? Questa dipende da un concorso di fattori:
l’autorevolezza conferita dalle citazioni e dai link – essere citati da siti altamente in trust, come grandi quotidiani, enti governativi, siti di università e di istituti di ricerca, voci autorevoli del proprio settore, esperti nel campo aiuta a salire sul motore di ricerca. I link presi da siti di questo tipo comportano un enorme vantaggio rispetto alla concorrenza che si arrabatta con link da directory e comunicati stampa. Il rischio di penalizzazione Penguin per i siti che ricevono link così importanti è francamente nullo.

posizionamento su googlel’autorevolezza conferita dal contenuto – per comprendere l’argomento di un sito, saggiarne la sua bontà, verificarne la fondatezza e la correttezza, Google utilizza degli strumenti di analisi del testo. Il primo è la presenza delle parole chiavi nel testo, il secondo è l’utilizzo della terminologia appropriata e tipica del parco semantico (inoltre riceve conferma dell’argomento dalla tipologia di siti / pagine che lo linkano). Nella prima pagina di Google si trovano siti estremamente pertinenti in genere: questa pertinenza viene confermata da questi elementi, Google li cerca e li ordina, li saggia e li pesa, e verifica che siano presenti anche nel sito che intende salire. Ovviamente nessuno garantisce che conterà – in un dato risultato – più il link o il contenuto, ma di sicuro l’autorevolezza è qualcosa di concreto. Innanzitutto c’è il PageRank – Google non lo rende più pubblico da anni, e non è vero che non l’aggiorna. Lo fa, ma non lo comunica perché esso dipende molto da fattori facilmente manipolabili e si capisce il motivo per cui Mountain View vuole invitare gli utenti a creare pagine per gli utenti. Ci sono altre metriche, non fornite da Google, che possono dare un’idea dell’autorevolezza del dominio rispetto ai link in entrata, come Open Directory di Moz. Tuttavia questi non misurano l’autorevolezza del contenuto. Questa può essere misurata solo attraverso dati empirici: se la pagina viene condivisa molto sui siti di social network come Facebook e Twitter, se viene citata da siti inerenti allo stesso argomento (in topic), e – attenzione, fatto secondo me decisivo – se il sito è in grado di posizionarsi su più query, quindi non solo su quella data keyword, ma anche su ricerche correlate.